Chiesa Santa Maria Maggiore

Chiesa Santa Maria Maggiore

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA MAGGIORE
Non si conosce l’anno preciso della sua costruzione ma essa è antichissima. E se è vero che la maior ecclesia risalirebbe solo al XII-XIII secolo, è altrettanto vero, che in epoca medioevale, le frequentazioni di atri e grotte rupestri furono spesso rifrequentazioni di luoghi già in precedenza abitati dall’uomo. Si ipotizza che dove si erge la parrocchiale di Santa Maria Maggiore,tra l’VIII e il IX secolo, esistesse già una cripta paleocristiana. Questa tesi trova un valido riscontro nelle caratteristiche scultoree presenti nella croce in pietra collocata sulla lunetta della porta centrale. Tra il IX e X secolo l’originaria cripta fu probabilmente trasformata in chiesetta affidata ai benedettini. E grazie a essi questi luoghi devastati dai barbari furono rivitalizzati.

Nel XIV secolo la chiesetta fu abbellita e ingrandita;nella prima metà del quattrocento la chiesa si presentava ad una sola navata ed era sottostante all’attuale presbiterio. Abbattuta al terremoto del 1456(terremoto di Sant’Antonio), la chiesa fu riedificata e sopraelevata su quella più antica. I lavori coincisero con l’ampliamento del palazzo ducale. Le opere d’arte collocate al suo interno come il Crocifisso ligneo (1553), il Transito di San Giuseppe e la tavola della Natività scandiscono le fasi della sua ricostruzione terminata nel 1587. La chiesa ha subito continue restaurazione, l’ultima risale a qualche anno fa.

 – La Visitazione (XIX-XIV sec.) Scultura in pietra – Lunetta porta laterale
Ada Trombetta scrive: “Al di sopra del portale laterale in una lunetta si ammirano due statuette in pietra posta l’una di fronte all’altra. Quella a destra è probabile che voglia rappresentare la Madonna, il suo volto appare più giovanile e l’atteggiamento è di maggior rispetto; infatti la figura si raccoglie in se stessa, quasi in atto di devota, umile riverenza, con capo leggermente chino in avanti, mani serrate sul grembo. L’altra è eretta con mani congiunte in preghiera. Dalle immagini si sprigiona un sentimento di nuda preghiera.”

– Crocifisso (XIII-XIV) Scultura in pietra – Porta laterale
Il crocifisso in pietra locale che sovrasta la lunetta del portale di sinistra è scolpito al centro di uno più grande e fa parte delle decorazioni della primitiva chiesa.

– Madonna con Bambino e Santi (1752) Olio su tela – Autore: Paolo Gamba di Ripabottoni
L’autore Corrado Carano descrive l’opera: “La composizione è piramidale; ai piedi della Vergine vi sono due figure due santi: quello inginocchiato rappresenta il cardinale San Carlo Borromeo; l’altro ugualmente inginocchiato, rivolto in avanti è Sant’Ambrogio. In alto ci sono una serie di puttini. Lo sguardo della vergine è rivolto verso le anime purganti, quello del bambino con lo sguardo di San Carlo.”

– Battesimo di Cristo (1992) Olio su tela, navata laterale sinistra
L’episodio del Nuovo Testamento rivive con una potenza espressiva meravigliosa in quest’olio di Leo Paglione dove vagheggiamento dell’ideale cristiano adduce sulla tela dolcezza romantica nello stesso tempo lucido rigore. La figura di Cristo, con le braccia incrociate sul petto, e quella di San Giovanni Battista nel gesto di versagli l’acqua sulla testa sono inserite in una scenografia di un mondo quasi reale curato nei minimi particolati, ma nello stesso tempo circondate da un’aria soprannaturale e spirituale intensissima.

– Cristo deposto (prima metà del XVIII secolo) Autore: Giuseppe Sammartino
Giuseppe Sammartino è considerato uno dei maggiori scultori napoletani del Settecento (autore del Cristo Velato) che risentì dell’influenza del Bernini. Il Cristo deposto rispecchia i temi e il gusto dell’arte neoclassica; fu scolpito nella fase giovanile dell’artista. Insomma la scultura di Casacalenda è “il presupposto degli esiti raggiunti dal Sammartino nel Cristo velato e già rivela una complessità stilistica frutto dell’autonoma rielaborazione di più modelli della tradizione plastica napoletana”.

– La Natività (XVI- XVII sec.) Olio su tela
È un’opera poderosa; ombre e luci come se fossero irradianti bagliori celestiali dominano la scena mistica aumentandone l’intensità emotiva. La Madonna e San Giuseppe vi appaiono come rapiti, statici e contemplativi nell’ammirare lo sfolgorante Bambinello Divino adagiato ai loro piedi in un contrasto di luci paradisiaco, soffuse di mistero.

 

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