Arte storica

Arte storica di Casacalenda

Arte storica di Casacalenda
PALAZZO BARONALE DEL DUCA DI SANGRO
L’impianto urbano del castrum di Casacalenda era costituito dalla torre posta al centro del recinto, dagli alloggi militari, dai granai, dalle scuderie e da un cortile dove i contadini si rifugiavano in caso di pericolo;il perimetro era circondato da una fitta palizzata che fungeva da difesa.

Il castello era anche provvisto di condotti sotterranei utilizzati come vie di fuga in caso di assedio. Nel Rinascimento il forte fu convertito in palazzo per la residenza dei baroni. Il primo e più importante ampliamento fu operato, dopo la metà del 1500, in corrispondenza della Porta Capo, quest’ultima formata da un arco a tutto sesto che immette nel borgo attraverso un androne con volta a botte. Alla sommità è collocato lo stemma del comune “K”. Sul versante occidentale spiccava anche un’elegante loggia fatta eseguire agli inizi del seicento; le colonne doriche e l’impianto ricordano quelle del palazzo baronale di Macchia d’Isernia.

Il centro storico di Casacaleda è dominato dall’imponente complesso architettonico del palazzo baronale dei duca di Sangro. Il manufatto è situato tra Via Rinforzi di Borea, Piazza Nardacchione e Via Borgo Nuovo. Con il passare dei secoli il palazzo ha subito continue modifiche; dell’antichissimo forte non rimane niente. Si pensa che in origine l’unico corpo del manufatto fosse un’imponente torre a base quadrangolare. Non è da escludere che l’origine della torre possa risalire al VVI-IX secolo.

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA MAGGIORE
Non si conosce l’anno preciso della sua costruzione ma essa è antichissima. E se è vero che la maior ecclesia risalirebbe solo al XII-XIII secolo, è altrettanto vero, che in epoca medioevale, le frequentazioni di atri e grotte rupestri furono spesso rifrequentazioni di luoghi già in precedenza abitati dall’uomo. Si ipotizza che dove si erge la parrocchiale di Santa Maria Maggiore,tra l’VIII e il IX secolo, esistesse già una cripta paleocristiana. Questa tesi trova un valido riscontro nelle caratteristiche scultoree presenti nella croce in pietra collocata sulla lunetta della porta centrale. Tra il IX e X secolo l’originaria cripta fu probabilmente trasformata in chiesetta affidata ai benedettini. E grazie a essi questi luoghi devastati dai barbari furono rivitalizzati.

Nel XIV secolo la chiesetta fu abbellita e ingrandita;nella prima metà del quattrocento la chiesa si presentava ad una sola navata ed era sottostante all’attuale presbiterio. Abbattuta al terremoto del 1456(terremoto di Sant’Antonio), la chiesa fu riedificata e sopraelevata su quella più antica. I lavori coincisero con l’ampliamento del palazzo ducale. Le opere d’arte collocate al suo interno come il Crocifisso ligneo (1553), il Transito di San Giuseppe e la tavola della Natività scandiscono le fasi della sua ricostruzione terminata nel 1587. La chiesa ha subito continue restaurazione, l’ultima risale a qualche anno fa.

 

La Visitazione (XIX-XIV sec.) Scultura in pietra – Lunetta porta laterale
Ada Trombetta scrive: “Al di sopra del portale laterale in una lunetta si ammirano due statuette in pietra posta l’una di fronte all’altra. Quella a destra è probabile che voglia rappresentare la Madonna, il suo volto appare più giovanile e l’atteggiamento è di maggior rispetto; infatti la figura si raccoglie in se stessa, quasi in atto di devota, umile riverenza, con capo leggermente chino in avanti, mani serrate sul grembo. L’altra è eretta con mani congiunte in preghiera. Dalle immagini si sprigiona un sentimento di nuda preghiera.”

– Crocifisso (XIII-XIV) Scultura in pietra – Porta laterale
Il crocifisso in pietra locale che sovrasta la lunetta del portale di sinistra è scolpito al centro di uno più grande e fa parte delle decorazioni della primitiva chiesa.

– Madonna con Bambino e Santi (1752) Olio su tela – Autore: Paolo Gamba di Ripabottoni
L’autore Corrado Carano descrive l’opera: “La composizione è piramidale; ai piedi della Vergine vi sono due figure due santi: quello inginocchiato rappresenta il cardinale San Carlo Borromeo; l’altro ugualmente inginocchiato, rivolto in avanti è Sant’Ambrogio. In alto ci sono una serie di puttini. Lo sguardo della vergine è rivolto verso le anime purganti, quello del bambino con lo sguardo di San Carlo.”

– Battesimo di Cristo (1992) Olio su tela, navata laterale sinistra
L’episodio del Nuovo Testamento rivive con una potenza espressiva meravigliosa in quest’olio di Leo Paglione dove vagheggiamento dell’ideale cristiano adduce sulla tela dolcezza romantica nello stesso tempo lucido rigore. La figura di Cristo, con le braccia incrociate sul petto, e quella di San Giovanni Battista nel gesto di versagli l’acqua sulla testa sono inserite in una scenografia di un mondo quasi reale curato nei minimi particolati, ma nello stesso tempo circondate da un’aria soprannaturale e spirituale intensissima.

– Cristo deposto (prima metà del XVIII secolo) Autore: Giuseppe Sammartino
Giuseppe Sammartino è considerato uno dei maggiori scultori napoletani del Settecento (autore del Cristo Velato) che risentì dell’influenza del Bernini. Il Cristo deposto rispecchia i temi e il gusto dell’arte neoclassica; fu scolpito nella fase giovanile dell’artista. Insomma la scultura di Casacalenda è “il presupposto degli esiti raggiunti dal Sammartino nel Cristo velato e già rivela una complessità stilistica frutto dell’autonoma rielaborazione di più modelli della tradizione plastica napoletana”.

– La Natività (XVI- XVII sec.) Olio su tela
È un’opera poderosa; ombre e luci come se fossero irradianti bagliori celestiali dominano la scena mistica aumentandone l’intensità emotiva. La Madonna e San Giuseppe vi appaiono come rapiti, statici e contemplativi nell’ammirare lo sfolgorante Bambinello Divino adagiato ai loro piedi in un contrasto di luci paradisiaco, soffuse di mistero.

PALAZZO DOMENICO DE GENNARO Martire del 1799
In questa abitazione visse Domenico de Gennaro. Egli, spinto dallo spirito liberale e democratico, lottò per lunghi anni contro i soprusi del feudatario Scipione di Sangro che, perdente nelle aule giudiziarie, fece fucilare dai suoi sbirri de Gennaro. Nei giorni seguenti, Casacalenda subì saccheggi da alcuni mercenari albanesi assoldati dal duca. Testimone di questa vicenda fu padre Giuseppe da Macchia che nel suo Breve racconto ha tramandato tutte le fasi dell’assedio.

PALAZZO GIUSEPPE DE GENNARO
La costruzione di quest’edificio è stata ultimata nel 1729 da Giuseppe de Gennaro come si rileva dallo stemma posto sull’architrave del portale d’ingresso. Il palazzo è uno dei più belli del centro storico. Oltre alla corte interna che mantiene la pavimentazione originale in pietra, sull’estremità della facciata esterna si erge una piccola torre forse un tempo utilizzata dagli agenti ducali come punto d’osservazione oppure per il controllo dell’accesso in paese da Porta Piedi.

TEATRO COMUNALE
Piazza Nardacchione. Fu uno dei primi teatri in muratura molisani. Ricavato in un vano del palazzo ducale. Come si legge in un documento dell’Ottocento “fu sempre utilizzato come teatro per ospitare le compagnie ambulanti e quei cittadini che si dilettavano nel teatro”. Il teatro funzionò fino agli anni Quaranta ospitando compagnie di successo con spettacoli di cabaret e avanspettacolo. La storia è legata anche all’avvento del cinema: qui furono proiettati i primi film muti. Caduto in disuso fu successivamente adibito come rimessa dei mezzi della nettezza urbana. Solo negli anni Ottanta il teatro è stato totalmente ristrutturato e restituito alla cittadinanza. Durante l’anno vi si tengono manifestazioni culturali di vario genere.

CHIESA DELL’ADDOLORATA
Piazza Nardacchione. Questa chiesa intitolata alla Vergine Addolorata fu inaugurata nel 1761. Il Mancini dice “Essa sorge nella piazza della strada del Borgo ed è notevole per la facciata con frontespizio di ordine composito, nella quale il loggiato, il finestrone, la porta, l’atrio con balaustra ai fianchi, sono di pietra calcarea”. La chiesa è a una sola navata ed è stata ristrutturata più volte.

– La Madonnina
La nicchia che sovrasta il portale d’ingresso ingloba la statua della Santissima Vergine Addolorata. L’antica scultura di un certo pregio artistico fu sostituita nella seconda metà degli anni Ottanta.

– Il campanile a vela
Il campanile a vela fu costruito nel 1913 su progetto del geometra casacalendese Nicola Ardente, in parte abbattuto nel 1965 per la caduta di un fulmine.

La statua della Vergine Addolorata
Nella parete centrale del presbiterio vi è la nicchia con la statua della Madonna Addolorata. La statua, scolpita nel XIX secolo, con gli occhi rivolti verso l’alto, reca un ampio mantello ricamato e un abito nero; con la mano destra regge un fazzoletto, con la sinistra lo scapolare su cui sono sono impressi i simboli della passione. Sul petto c’è un cuore in argento trafitto da una spada.

 

LA FONTANA BAROCCA
È questa una delle fontane più antiche del comune. Fu costruita e inaugurata nel 1645 su ordinanza i Scipione di Sangro. Di ottima pietra locale, vi sono scolpite tre figure: un antropomorfo e due leoni ai lati. Alla sua sommità troneggia lo stemma del comune con incisa la “K”, iniziale del suo originario nome; al di sotto, invece c’è una lapide.

 

 

 

LA TORRE DELL’OROLOGIO
La costruzione della torre sul campanile della chiesa di Santa Maria di Loreto (l’edificio fu abbattuto nel 1948) fu deliberata nel 1894. La decisione fu presa per dotare il comune il comune di un orologio pubblico moderno.

PALAZZO DI BLASIO
Piazza Umberto già Santa Maria. L’edificio più antico ampliato con una nuova ala fu inaugurato nel 1929 quale sede del convitto-ginnasio istituito grazie al lascito di Donatina Caradonio (moglie di Annibale Di Blasio). Il convitto-liceo funzionò fino al 1938 prima di essere adibito a campo di concentramento femminile per antifascisti. Durante i 3 anni che restò aperto ospitò complessivamente 129 persone di diverse nazionalità. Oltre alle italiane furono internate pure dalmate, ebree tedesche, iugoslave e russe. Donatina Caradonio, nel suo testamento, lascia tutti i suoi beni (tranne quelli di Larino) per la realizzazione di un Convitto-Ginnasio-Liceo a Casacalenda intitolato a suo figlio Francesco Saverio. Inoltre,lascia un ingente capitale, cosicché dieci ragazzi poveri del paese possano studiare gratuitamente nel liceo.

– Biblioteca Caradonio-di Blasio
La biblioteca Caradonio-di Blasio fu la prima biblioteca di Casacalenda. Ci sono 50000 volumi alcuni risalenti al Cinquecento e al Seicento. La collezione comprende anche testi unici come vignette d’epoca, dipinti e mobili; la biblioteca di Casacalenda è l’unica in Molise a conservare gli atti parlamentari. Fra i numerosi dipinti che si conservano nelle sale della biblioteca figurano le copie de La fuga di Enea e una Veduta di Casacalenda.

Monumento a Scipione-di Blasio
Il monumento fu realizzato agli inizi del Novecento. Scipione di Blasio fu consigliere provinciale e deputato al parlamento italiano, ricoprendo importanti incarichi governativi. Una delle sue battaglie più rilevanti fu quella per la costruzione della linea ferroviaria Campobasso-Termoli. Essendo presidente della Commissione per lo studio e la discussione della legge sulle ferrovie, esercitò tutto il suo potere per far passare la costruzione di questa linea già esclusa dai programmi del governo.

PALAZZO LIBERTY
Corso Roma. La facciata di questo edificio suscita interesse per l’utilizzazione di alcune decorazioni in stile Liberty. È ciò che resta del palazzo, unico esempio a Casacalenda, costruito agli inizi del Novecento. È stato “svuotato” nella seconda metà degli anni Novanta poiché seriamente compromesso dal movimento franoso di Piazza Mercato.

 

PALAZZO MUNICIPALE
Nel 1839 Francesco Mastrocola (sindaco di Casacalenda) lasciò 3000 ducati alla parrocchiale di Santa Maria Maggiore per la costruzione di una nuova chiesa. Il luogo prescelto fu quello dove ora sorge il palazzo municipale. I soldi lasciati, però, furono insufficienti cosicché i lavori furono bloccati e l’edificio rimase in abbandono. Nel 1881, il comune deliberò la spesa di mille lire per la costruzione di un nuovo edificio scolastico; nel 1892 avvenne l’inaugurazione. Il palazzo ospitò le scuole elementari fino al termine degli anni Sessanta quando costruito il uovo complesso scolastico di Via Roma vi furono trasferite. Trasformato nei primi anni Settanta, in Municipio, Caserma Carabinieri, e Ufficio Postale, negli anni Ottanta è stato oggetto di lavori di restauro e ammodernamento. L’antico cortile della scuola è oggi l’aula consiliare; originale è la sua copertura piramidale.

– Galleria civica di arte contemporanea “Franco Libertucci”
La Galleria Civica d’Arte Contemporanea ha sede nel Palazzo Comunale, uno spazio di forte carattere architettonico, recuperato con il restauro dell’intero edificio. La Galleria Civica, intitolata all’artista casacalendese Franco Libertucci, nasce come corpo corpo distinto ma parallelo al Museo all’Aperto Kalenarte. Le opere in essa allestite provengono principalmente da donazioni di artisti ospitati nel Museo all’Aperto alle quali fecero seguito altre provenienti da artisti che, venuti a conoscenza di questo ambiente culturale, ne desideravano far parte. La collezione è composta da oltre 50 opere, per lo più dipinti su tela, sculture e installazioni.

(Fonte: dépliant “Casacalenda” dell’Associazione Pro Loco)

 

PALAZZO MASCIOTTA
Il primo documento inerente la costruzione del palazzo risale 1861.Il portale d’accesso è decorato ai lati da colonne di ordine ionico. Il marciapiede davanti il portone fu completato nel 1892. Al suo interno fu costruita una galleria, un ampio salone per le feste danzanti; tra le stanze più belle c’è la “camera rossa”, la “camera stellata” e la “stanza mosaico”. Mobili, tappeti, cristalleria, porcellane furono importate dalla Francia. Nei sotterranei c’erano stanze adibite alla conservazione del grano ed altre alla conservazione del vino.

 

 

CONVENTO DI SANT’ONOFRIO
La costruzione del Convento di Sant’Onofrio si deve al Beato Giovanni da Stroncone e fu avviata nel 1418. Il convento dista poco più di due chilometri da Casacalenda lungo la statale 87 che porta a Campobasso. Il convento è stato restaurato negli anni novanta dopo essere caduto in rovina nei secoli precedenti. Ancora oggi è abitato dai frati minori. Il convento è ricco ci testimonianze artistiche del passato. Sono presenti due emblemi francescani uno del XVI e l’altro del XVII secolo. All’interno della chiesa si può ammirare un dipinto della prima metà del XVII secolo raffigurante “l’Eterno Padre”. L’altare dedicato a Sant’Antonio è decorato da piccoli dipinti che raffigurano il ciclo della vita dell’eremita. Intagliata in legno è la statua di Sant’Onofrio, patrono del paese, che porta in testa una corona, che ricorda le sue nobili origini. Il Santo è raffigurato con i suoi lunghissimi capelli che coprono tutto il corpo e in compagnia di una cerva, che secondo la tradizione lo allattò per tre anni. Una curiosità: dalla prima metà del cinquecento a tutto il Settecento nella chiesa del convento sono stati praticati esorcismi.
– “Polittico dell’Annunciazione”

Olio su tavola. Nella settecentesca chiesa annessa al convento tutta la parete è occupata dal polittico recentemente restaurato raffigurante l’Annunciazione. Il dipinto è attribuito alla scuola del pittore fiammino Dirck, che operò a Napoli dal 1574. Al centro del polittico vi è la Vergine, San Gabriele e la colomba (simbolo dello Spirito Santo), nei due scomparti laterali Sant’Onofrio e San Bonaventura.

 

IL SANTUARIO DELLA DIFESA
Il santuario sorge sopra un colle a pochi chilometri dal centro urbano. La sua edificazione è legata a misteriose apparizioni, sogni e rinvenimenti di resti tombali. Ci sono diverse versioni, secondo Masciotta “Nel mese di giugno 1896 in seguito a un sogno avuto da persona di misero stato la popolazione di Casacalenda si reca nel luogo denunciato dal ragazzo iniziando gli scavi. Nel sogno era stato preannunciato esser sepolto una Madonna. Dopo lunghi lavori di scavo furono ritrovati dei ruderi, dove verrà costruita la cappella della “Madonna della Difesa”. A un centinaio di metri di distanza furono scoperti altri ruderi, tra le macerie erano presenti molte monete aragonesi.”. La costruzione del santuario fu terminata nel 1898, è stato ristrutturato più volte; negli anni Novanta e nel 2015 e 2016. Ogni anno la quarta domenica di settembre viene celebrata la festa della Madonna della Difesa, centinaia di pellegrini vengono richiamati al santuario. La statua della Madonna della Difesa seduta col Bambino è un’opera di Amalia Duprè; si narra che la venne scolpita così dopo che la scultrice sognò la Vergine in questo modo.

   

Pagina aggiornata il 16/05/2024

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